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Contestare Salvini è cosa buona e giusta! Solidarietà a chi è sotto processo per averlo fatto!

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L’arrogante ministro dell’interno, Matteo Salvini, torna in Versilia a fare la sua ridicola propaganda ma delle sue promesse al governo nessuna è stata mantenuta. La legge Fornero, gli studi di settore, il Job Act sono ancora tutti in piedi. Tutto quello che diceva di abrogare non è stato abrogato, per la gioia dei padroni. In compenso continuano gli annunci contro i deboli siano immigrati, omosessuali, rom, malati psichici e adesso anche poveri visto che qualche leghista ha proposto pure il carcere per chi chiede l’elemosina.

Contestare simili idiozie politiche non solo è un diritto ma è un dovere morale per questo sabato 18 agosto siamo qui in Versiliana.

Per avere contestato Matteo Salvini, nel maggio 2015 a Viareggio, diverse persone appartenenti a vari movimenti politici e sociali si ritrovano imputati in un processo politico con capi di imputazione anacronistici e risalenti al codice fascista Rocco. Adunata sediziosa e manifestazione non autorizzata sono i reati contestati a 27 delle centinaia di persone che in quel giorno a Viareggio espressero il loro sacrosanto e spontaneo disappunto al seminatore di odio Matteo Salvini.

A tutti gli imputati che vedranno la ripresa del processo, il prossimo 28 settembre, rinnoviamo la più ampia solidarietà. Crediamo che anche il processo sia un ambito per rovesciare le accuse e attaccare chi porta avanti politiche razziste, xenofobe, omofobe e repressive.

Laboratorio contro la Repressione “Sacko”

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Solidarietà a Massimo di Ri-Maflow

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L’arresto del compagno Massimo Lettieri di Ri – Maflow è un attacco repressivo mirato a screditare l’importante lavoro che svolge la fabbrica recuperata di Trezzano sul Naviglio. Troviamo assurdo e pretestuoso il capo d’imputazione, traffico illecito di rifiuti a chi lavora ad un progetto nato apposta per contrastare bande criminali e favorire un riciclo pulito.  Esprimiamo, come Laboratorio contro la Repressione “Sacko” al compagno arrestato e a tutta la realtà di Ri Maflow il massimo della nostra solidarietà. 

Nasce il Laboratorio contro la Repressione “Sacko”

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La crisi economica che viviamo è una crisi strutturale del sistema capitalistico, strettamente connessa alla legge della caduta tendenziale del saggio di profitto. Ovvero all’aumento costante del capitale corrisponde una diminuzione del profitto. Per recuperare i profitti, i capitalisti, attaccano i diritti del mondo del lavoro conquistati con le lotte dei decenni passati (la Resistenza 43-45 e la stagione del conflitto sociale negli anni 70). Precarietà e sfruttamento sono una costante nei luoghi di lavoro e gli infortuni sono in continuo aumento, molti dei quali mortali. In questo clima le forze più reazionarie alimentano guerre tra poveri deviando le masse popolari dalla necessaria lotta di classe. Il razzismo diviene elemento funzionale alle classi dominanti per dividere i subalterni. L’omicidio, in Calabria, dell’immigrato del Malì, Soumaila Sacko, sindacalista impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori dei campi, dopo gli omicidi di Macerata e Firenze dà il segno di quello che ci aspetta.

In questo contesto fatto di politiche liberiste, austerità e tendenza alla guerra chiunque dissente, lotta o anche solo non si omologa al pensiero unico voluto dal capitale incorre nella repressione.

Si registra un’allarmante crescita della criminalizzazione degli emarginati e dei comportamenti sociali ritenuti non congrui a questo tipo di società. Una strategia di repressione sempre più preventiva, colpisce sia le espressioni avanzate, dentro le lotte, sia quelle istanze mature che si dipingono in modo conseguente sul terreno dello scontro.

Non sono pochi i fatti che si sono verificati e che danno il chiaro e netto segnale dell’aumento della repressione anche sul nostro territorio.

Il processo, con la criminalizzazione mediatica, a cui sono sottoposti 27 compagne e compagni che contestarono il razzista Matteo Salvini nel maggio del 2015; le decine di procedimenti penali contro il movimento di lotta per la casa viareggino che da anni si riappropria di spazi della collettività lasciati in abbandono; il tentativo di perquisire senza mandato il centro sociale SARS e quello di prendere impronte digitali e imporre foto segnaletiche per indagini che non lo richiedono (questi ultimi due tentativi fortunatamente sono falliti) rendono l’idea di un attacco sistematico e scientifico da parte degli apparati repressivi ai danni delle compagne e dei compagni che quotidianamente resistono. Tra gli episodi inquietanti sottolineiamo anche l’azione squadrista compiuta dal reparto celere di Genova e dalla Digos di Imperia che in autostrada hanno caricato con manganelli un gruppo di ragazzi de “la Viareggio ultras” mandando all’ospedale una persona invalida che ha una protesi ad una gamba.

Per comprendere e contrastare questi fenomeni è nato il Laboratorio Contro la Repressione. Una struttura autonoma dalle forze politiche che non nasce come atto volontaristico ma come scelta politica consapevole delle compagne e dei compagni. Il Laboratorio contro la Repressione si prefigge diversi obbiettivi. 1)Costruire solidarietà di classe a chiunque sia colpito dalla repressione. 2)Fare una corretta denuncia e contro – informazione sulle azioni repressive. 3)Formare i militanti (studenti, lavoratori, immigrati, sfrattati, occupanti, ecc.) impegnati nelle varie lotte contro il padronato. 4)Avviare una attenta analisi politica sulla fase che stiamo attraversando.

Laboratorio Contro la Repressione “Sacko”

Iniziato il processo a chi contestò Matteo Salvini a Viareggio. Prima udienza interlocutoria.

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E’ iniziato, il 25 maggio a Lucca, il processo contro chi contestò il leader della Lega Matteo Salvini nel maggio 2015 a Viareggio.

Per quell’episodio arrivarono 28 decreti penali di condanna con multe di 1250 euro per gli anacronistici reati di adunata sediziosa e manifestazione non autorizzata e una di 1350 euro perché ad un manifestante venne contestato, anche, l’accensione di un fumogeno del tutto innocuo. Nonostante che la pena pecuniaria fosse sospesa la maggioranza degli imputati ha deciso di opporsi al decreto penale e di pretendere il processo. La prima udienza è stata interlocutoria e i testimoni dell’accusa non hanno prodotto niente di sorprendente o di rilevante. La prossima udienza è stata fissata per il 28 settembre.

Intanto Nicolò Martinelli segretario della federazione versiliese del partito della rifondazione comunista scrive sul suo profilo facebook: “Si comincia con le promesse elettorali non mantenute. Il Matteo Salvini nazionale aveva promesso un caffè insieme a tutti i vincitori del suo concorso. Invece non si è nemmeno presentato all’udienza del processo per i fatti avvenuti durante la visita dell’Onorevole (pardon, Ministro?) a Viareggio nel Maggio 2015. Di fronte alla grottesca accusa di “adunata sediziosa” per aver semplicemente espresso un civile dissenso alla presenza di questo strano Robin Hood leghista in città, che vuole abbassare le tasse ai ricchi per non farli diventare poveri, una grassa risata è l’unica risposta realmente efficace.” Anche il nodo di Viareggio di Communia commenta sul social network in modo simile: “In merito al processo per chi contestò Salvini. Ma quale adunata sediziosa? In un comizio pubblico in campagna elettorale non può esistere il reato di adunata sediziosa. Ai comizi c’è chi va per applaudire e chi per fischiare. E ‘ fisiologico.”

Contro la repressione è scesa in piazza la Brigata Mutuo Sociale per l’abitare

33243605_1654615914594329_8077381810599755776_nUna ventina di militanti della Brigata Mutuo Sociale per l’abitare sono scesi in piazza per denunciare il clima di repressione che da tempo colpisce chi vive in case occupate o chi come membri di Unione Inquilini o della Brigata stessa portano solidarietà a famiglie in difficoltà. Un volantinaggio per le strade di Torre del Lago, un presidio davanti alla casa e una conferenza stampa hanno caratterizzato la giornata del 24 maggio. La procura continua ad aprire fascicoli accumulando scartoffie ma non è con la burocrazia e la repressione che si risolve l’emergenza abitativa. Non è sequestrando all’infinito immobili che si difendono i beni comuni.

Contro la criminalizzazione di questo movimento è in programma domenica 27 maggio alle ore 19 al Dada Boom un’incontro dal tema “Le case occupate di Viareggio si raccontano.”

Un inutile processo rinviato

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Giovedì 17 maggio un inutile processo, per reati pretestuosi avvenuti nel lontano 2013, ai danni di chi costruiva solidarietà a sfrattati e denunciava l’abbandono di immobili in città, è stato rinviato per l’ennesima volta. La prossima udienza è fissata per il 20 febbraio 2019. I capi di imputazione ai danni di diversi militanti di varie realtà sociali del territorio sono resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. L’oltraggio a pubblico ufficiale è un reato che fu abrogato nel 1999 e poi reintrodotto nel 2009 nel codice penale. Il processo è stato voluto dagli imputatati che hanno fatto opposizione ai decreti penali di condanna che chiedevano somme dalle 15.000 euro alle 23.000 euro. Si tratta di un tentativo di repressione che difficilmente provocherà degli effetti su chi lotta e resiste ma che costa soldi alla comunità tutta. Si tratta insomma di un inutile processo. Nel giugno 2013, dopo che una famiglia fu buttata in mezzo ad una strada per uno sfratto, alcuni esponenti della Brigata Sociale Antisfratto tentarono di occupare simbolicamente l’ex Caserma dei Carabinieri. 

Tantissime realtà politiche e sociali solidali con chi contestò Salvini a Viareggio nel maggio 2015

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Il segretario della lega, Matteo Salvini, super blindato e scortato, in ogni campagna elettorale, percorre il paese ad insultare, disseminare odio razziale e ad invocare l’affondamento dei barconi con donne e bambini a bordo, oltre che auspicare ruspe purificatrici nei campi rom. Nel maggio 2015 fece tappa a Viareggio attirandosi la sacrosanta contestazione di alcune centinaia di viareggini solidali e antirazzisti. A seguito di quella contestazione la magistratura decise di emanare ventotto decreti penali di condanna con multe di 1.250 euro. Gli imputati ovviamente decisero di rifiutare tale decisione e fecero ricorso chiedendo il processo. In questi anni sono state promosse varie iniziative di solidarietà per ribadire che l’antirazzismo non si processa, che la repressione non fermerà le lotte sociali e che la solidarietà è un’arma importante da esprimere a chi è colpito dalla repressione. Fischiare in una piazza è sintomo di democrazia. Per questo a tutti gli imputati nel processo che inizierà venerdì 9 marzo va la nostra più convinta solidarietà.

Repubblica Viareggina

Brigata Sociale Antisfratto

Cantiere Sociale Versiliese

Communia Viareggio e Versilia

COBAS Viareggio

Donne in Cantiere

Federazione Giovanile Comunista Viareggio e Versilia

Gruppo Autonomo Viareggio

Partito Comunista di Viareggio

Partito Comunista dei Lavoratori Viareggio e Coordinamento Toscano PCL

Partito dei CARC Viareggio

Potere al Popolo Viareggio

Officina Dada Boom

Osservatorio contro il carcere e la repressione “Daniele Franceschi”

Spazio Antagonista di Resistenza Sociale

Unione inquilini